Una discesa in ROLLER

Una discesa in ROLLER

In questo articolo e podcast leggo un passaggio dal libro I segreti dell’Indipendenza Emotiva, è tratto dal capitolo “La tua Struttura Interna”. Leggerai di come il nostro focus, le nostre domande e il nostro dialogo interno può farci “ruzzolare” tragicamente fino a scorticare un fianco, piuttosto che superare la curva in dolcezza e andare giù dritti fino a che la strada non ritorni piana.



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Quando vivevo a Londra, c’era la moda di andare in giro con i roller. Per far fronte ai frequenti disagi della metropolitana londinese, chi lavorava nella City, o comunque in centro, poteva soppiantare facilmente la Tube con una bici supertecnologica, un monopattino, i roller o altri tipi di aggeggi a rotelle. Durante gli scioperi, i londinesi non si arrendono mai, si riversano nelle strade con questi mezzi e arrivano comunque puntuali in ufficio.

Io avevo un paio di roller più che altro per non essere da meno e non perché fossi brava a usarli. Al nostro primo appuntamento, il mio futuro e attuale marito rischiò di stroncare la nostra storia sul nascere (e forse anche la mia vita) invitandomi a pattinare con lui a Hyde Park, di sera.

Accettai serena, la vedevo piuttosto facile. Pensai: Cosa vuoi che sia? Le automobili non ci sono nei parchi, l’asfalto è piuttosto buono e di sera non ci saranno tante persone. Non avevo però considerato le discese, le salite e le curve, né l’aggravante del sole al tramonto che rendeva il percorso meno distinguibile.


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Arrivammo alla prima discesa, con curva annessa, e io mi fermai dichiarandomi fuori. William mi domandò innocentemente perché e io risposi che mi vedevo già andare dritta a tutta birra e rotolare più volte nel prato fino a fermarmi per forza d’inerzia. Non vedevo proprio come avrei potuto imboccare la curva a quella velocità in discesa. E lì scoprii la strategia vincente di un bravo pattinatore da strada. William individuò subito il mio errore, chiedendomi dove concentrassi la mia attenzione. Io mi proiettavo giù dritta, terrorizzata, incapace di seguire la curva per poi ruzzolare nell’erba… Insomma, mi facevo una visualizzazione da paura!

«Sbagliato», mi disse lui. «Guarda oltre la curva, così andrai oltre la curva.» Sembrava tanto un mantra da saggio tibetano. Era troppo facile per essere vero. Per farla breve, mi indicò dove dovevo guardare e così ci provai. Non volevo fare quella che si tirava indietro, anche a costo di scorticarmi un fianco. Accettai il consiglio. Mi concentrai. Osservai lui che mi dava l’esempio e poi lo feci anch’io. Andò alla grande. I miei piedi seguirono magicamente la curva e continuai piuttosto fluidamente la discesa. Il mantra aveva funzionato. La stradina poi si fece dolce e finalmente piana: ero salva.

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Sana e salva sono qui a scrivere questo blog! Grazie al mentore del momento, mio marito, che ha guidato il mio dialogo interno a cambiare e il focus a guardare nella direzione corretta. Il suggerimento è: qualsiasi sia il tuo obiettivo, qualsiasi cosa tu faccia, nota come ti parli. Poni attenzione al tuo dialogo interno e – se necessario – modificalo. Come? Proprio come faresti con un amico, correggendolo!



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Una discesa in ROLLER” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Indipendenza Emotiva. Ciao, grazie e a presto!




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