Salsa, rueda e PARLARE al PASSATO – Podcast

Salsa, rueda e PARLARE al PASSATO

In questo articolo e podcast leggo un passaggio dal libro I segreti dell’indipendenza emotiva, è tratto dal capitolo “Parlare per cambiare”. Con questo racconto personale voglio proporti una tecnica molto efficace quanto semplice: parlare al passato di ciò che non ti piace più o per ciò che vuoi lasciare nel tuo passato.



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Già nel libro anticipo il concetto di “danza”: una danza tra mente inconscia e mente cosciente. Idea per cui la mente cosciente, tu che mi leggi e che leggi il libro, vuoi guidare la mente inconscia verso ciò che vuoi ottenere. Proprio come il ballerino guida la ballerina nei volteggi e nello spettacolo.

Ho ballato danze latino-americane per anni, per il piacere di ballare. Ero abbastanza brava e uno dei miei pregi era quello di lasciare al partner la possibilità di guidarmi al meglio. I ballerini, quelli bravi, mi dicevano che ero così leggera da guidare che era sufficiente un lievissimo tocco a una mano e io capivo in che direzione doveva andare tutto il mio corpo, a destra, a sinistra o in complicati giri di cui non ho mai imparato il nome.


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Se cerco su Google come si chiamano i giri di salsa portoricana, vedo nomi come dile que sí, dile que no, vacilala, promenade ed enchufla. Tutti giri che sapevo fare ma di cui non conoscevo la teoria. Infatti ero veramente un disastro quando si trattava di eseguire consciamente le figure nella rueda, il ballo in circolo in cui uno comanda il giro ad alta voce e tutti eseguono in cerchio. Io ero come una mente inconscia che eseguiva l’azione alla minima indicazione. Il ballerino era come la mente conscia che sapeva comandare con la minima pressione.

Con le amiche si andava a ballare e le coppie si forma- vano a caso, per la pura gioia di ballare al ritmo della salsa. A volte il mio partner era bravo (e magari danzavamo per due canzoni), altre troppo irruento (e, naturalmente, alla fine della canzone adducevo sempre una scusa per staccarmi e andare intorno alla pista, pronta per un altro invito).

I suggerimenti che ti presenterò adesso ti renderanno come un ballerino talmente BRAVO da non avere bisogno di gridare il giro, di spingere né di tirare.

Con le sei indicazioni che ti propongo, basterà che usi le parole giuste e – tramite il tuo dialogo interno – guiderai la tua mente abitudinaria a fare ciò che vuoi.

E qui – a pagina 62 – il capitolo prosegue con le sei indicazioni. Leggo subito la prima indicazione sul “parlare al passato”.

  1. Parla al passato di ciò che non vuoi più

Hai visto il film Una settimana da Dio con Jim Carrey e Morgan Freeman? Se te lo sei perso, te lo consiglio. Ti divertirai. In una scena, Freeman mostra a Carrey il «cassettone» della memoria. Immagina di avere nel tuo ippocampo (la parte del cervello limbico che controlla la memoria a lungo termine) un signore, diciamo Morgan Freeman in persona, che gestisce le tue azioni tra presente, futuro e passato. A ogni tuo commento sui ricordi della vita, lui conferma o cambia avvenimenti sulla linea del tempo nell’ippocampo.

Se continui a dirti frasi del tipo: «Quando lo vedo mi saltano i nervi a fior di pelle», o anche «Sono davvero duro di comprendonio, il medico me lo ha detto ma io non riesco proprio a smettere di fumare», e ancora «È inutile, sono destinato a fallire su tutta la linea, non prenderò mai l’aumento», il tuo omino dell’ippocampo non capirà MAI che tu – in realtà – vuoi cambiare. Lui capirà proprio l’opposto, cioè che vuoi continuare a fare così, a reagire emotivamente così e a fallire così.

ASCOLTA QUI IL PODCAST


Ti lascio alla lettura del libro per scoprire come riformulare le frasi di cui sopra e parlare al passato per liberarti dell’impatto emotivo dei limiti che esse contengono… o contenevano, eheh!



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “Salsa, rueda e PARLARE al PASSATO” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Indipendenza Emotiva. Ciao, grazie e a presto!




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