SUBMODALITÀ VISIVE per MOTIVARSI fino al traguardo

SUBMODALITÀ VISIVE per MOTIVARSI fino al traguardo

In Programmazione Neuro Linguistica (PNL) le chiamano “submodalità“, in pratica si tratta delle caratteristiche di un oggetto (visive, auditive o cinestesiche) che permettono di motivarsi o di abbandonare un obiettivo.



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Sull’onda di alcuni video visionati su TED sulla sfida dei 30 giorni e su come si cambia un’abitudine inconscia, proseguo con questo interessantissimo esperimento della sociologa Emily Balcetis che dimostra come le caratteristiche visive con cui definiamo mentalmente le cose che guardiamo, permettono ad alcuni di noi di motivarsi a 1000 e ad altri ad abbandonare, seppur il traguardo/obiettivo sia lo stesso.

Le submodalità per motivarsi

La vista è il senso predominante, per evoluzione e culturalmente, oggi questo è vero ancora di più. Lo sapevamo già in PNL con le submodalità visive, e Emily Balcetis ce lo dimostra con un paio di esperimenti. Per essere stimolanti e motivanti, gli elementi visivi devono:

  1. Essere dentro un campo visivo vicino, che dista massimo la lunghezza del nostro braccio disteso, dice Emily Balcetis. Quindi lo stimolo deve riempire la maggior parte della visuale e non devono esserci distrazioni da altri elementi,

  2. Essere sufficientemente luminoso, e qui la sociologa ha dimostrato alla platea la differenza di due identiche fotografie di Obama prima di essere eletto presidente. La prima foto ritraeva Obama rilassato e sorridente e chi lo ha votato ha gradito la foto. La seconda fotografia era identica, solo più scura, meno luminosa e qui il bias razzista o diffidente nei confronti della pelle nera si è fatto chiaro: i McCainiani erano stati esposti a questa foto. So sad…

Keep your eyes on the prize Motivarsi con le submodalità visive Indipendenza emotiva Debora Conti

Gli occhi della mente lavorano contro di noi?

Ecco cosa si chiede la sociologa e se lo chiede pensando a chi vuole dimagrire e vuole (consciamente) aumentare la propria attività fisica. Questo esperimento è molto interessante anche per chi mi segue per il metodo Giusto Peso Per Sempre. La sociologa cercò di capire se la forma fisica e il sovrappeso potessero essere coinvolti nel motivarsi a perdere peso e a perseguire una buona forma fisica.

Il primo step:

Divise i soggetti tra persone in forma e persona in sovrappeso. Mostrò loro una fotografia di un traguardo di camminata/corsa e, al primo tentativo chiarificatore, parve che le persone in sovrappeso lo vedessero più lontano, stimassero cioè la distanza più lunga. Di contro, pareva che le persone in forma stimassero una distanza più ravvicinata per raggiungere il traguardo.

Il secondo step:

Le persone in sovrappeso vennero divise tra quelle altamente motivate a dimagrire e quelle che non erano molto motivate a farlo. Si scoprì che anche le persone in sovrappeso ma motivate vedevano il traguardo più vicino di quanto non fosse.

LA CONCLUSIONE:

Se ne dedusse che il traguardo viene visto più prossimo rispetto alla reale distanza dalle persone che sono motivate. E, di conseguenza, le persone motivate possono insegnarci qualcosa (qualcosa che la PNL insegna dagli anni ’70)… Il traguardo deve essere al centro della “visualizzazione” / immagine, il focus della nostra attenzione deve quindi essere sul target, quasi come se facessimo uno ZOOM con gli occhi della mente.

submodalita visive motivarsi
submodalita visive motivarsi
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La sociologa Emily Balcetis suggerisce con una simpatica rima come ricordarsi la chiave per motivarsi. Per lei la chiave è “Keep your eyes on the Prize”, cioè “Mantieni gli occhi su ciò che vuoi ottenere/il premio/il traguardo/l’obiettivo”.



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Ciao, sono Debora, sperò che questo articolo “SUBMODALITÀ VISIVE per MOTIVARSI fino al traguardo” ti sia piacito. Se hai una domanda sull’argomento lasciami un commento e sarò molto felice di risponderti. Per approfondire puoi guardare anche il video, di presentazione del metodo Indipendenza Emotiva. Ciao, grazie e a presto!




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