Tre errori emotivi nei rapporti di coppia

La complessità emotiva è già tanta se ci osserviamo individualmente… Se poi vogliamo analizzare i rapporti di coppia e le problematiche emotive che si generano: tra frizioni, silenzi e fraintendimenti, diventa tutto molto complicato. Parliamo qui di tre errori emotivi comuni alle coppie.



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Le coppie hanno un loro equilibrio sempre in movimento. Per migliorare i rapporti di coppia possiamo imparare a gestire meglio il nostro linguaggio, evitando già questi tre errori comuni nelle relazioni di coppia; in più possiamo imparare a gestire le nostre emozioni:
a) Evitando di trovare soluzioni quando siamo arrabbiati,
b) Manifestando i nostri sentimenti,
c) Ascoltando letteralmente il partner senza farci dei “Castelli di rabbia” per dirla alla Baricco.

Parliamone un po’…

Vogliamo trovare le soluzioni quando siamo arrabbiati

1L’errore più grande che tutti commettiamo è quello di:
a) notare qualcosa che ci fa arrabbiare,
b) fiondarci dal partner per dirglielo subito, tanto che siamo “caldi”,
c) litigare senza trovare una soluzione.

Ce lo mostrano nei film commedia o nelle sit comedy americane: c’è sempre un problema e lei o lui ne vogliono parlare proprio “in quel momento”, nel pieno dell’onda anomala dell’ira che li travolge. Non vogliono aspettare, no, non farebbe spettacolo, non creerebbe il problema nella commedia… Ma nella vita reale non siamo in una commedia, non dobbiamo far ridere il pubblico, poi non è detto che si faccia sempre la pace in fretta. Nella vita vera, io consiglio di fermarsi alla a) e poi di preparare un altro terreno di risoluzione.

Quindi, il percorso che ti propongo da adesso in poi è il seguente:

  • se noti qualcosa che ti fa arrabbiare
  • per ora taci, non dire nulla sotto l’influenza dell’ira
  • aspetta, parla d’altro e ritrova il tuo equilibrio emotivo
  • solo quando potrai parlare in modo calmo e avrai valutato le cose da una prospettiva più imparziale, o dal “suo” punto di vista, puoi parlarne
  • gli/le parlerai in modo calmo, in un momento dedicato.

Parliamo poco dei nostri sentimenti

2 Altro errore è quello di tenersi tutto dentro: “Tanto non capisce”, “Tanto cosa glielo dico a fare, non ascolta”, “Tanto non c’è tempo per queste cose”. Sbagliato. Sempre cavalcando la buona idea che per parlare con il partner è utile trovare un momento dedicato, fatto questo, il professor Gregory L. Jantz consiglia di esprimere i propri sentimenti. Di dirlo se sei arrabbiata, frustrato, se ti senti sola, se ti senti trascurato.

Bisogna:

  • dirlo,
  • dirlo in un momento di tranquillità emotiva,
  • dirlo senza aspettare mesi o, peggio, anni.

Ascoltiamo ciò che vogliamo

3 Anche questo errore è molto comune, e non solo nei rapporti di coppia. Molte persone che si avvicinano alla Programmazione Neuro Linguistica (PNL) lo fanno perché capiscono l’importanza delle parole. “La parola crea, la parola distrugge, la parola guarisce e la parola può ammalare”, così spiego nel mio ebook “Stai calmo e usa il meta modello sapientemente” quando parlo dell’origine della parola “Abracadabra“.

A noi il ragionamento torna utile per imparare ad ascoltare letteralmente il partner, senza partire in film mentali distruttivi. Meglio chiedere cosa significa tale parola o tale metafora, piuttosto che creare conflitti su niente, arrabbiarsi per un nonnulla. Fare le domande giuste, chiedere e indagare cosa significa quel “sempre”, quel “se” o quella metafora aiuta a svelare la mappa che il partner ha nella testa quando ci parla di una sua preoccupazione. Il meta modello e le domande utili possono essere utilissimi strumenti in queste occasioni.













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